Pasta e fagioli [DE & IT]

von Yvonne

DE | Pasta e fagioli – die perfekte Kombination aus cremigen Bohnen und Pasta! Für mich ein echtes Soulfood, insbesondere an kalten Tagen.

Die Geschichte

Ursprünglich war Pasta e fagioli das perfekte Essen für Bauern und Feldarbeiter. Da Fleisch für die arme Landbevölkerung unerschwinglich war, kombinierten sie Hülsenfrüchte mit Getreideprodukten. Ernährungswissenschaftlich war das genial, da diese Kombination hochwertiges, pflanzliches Eiweiß liefert. Der Hintergrund ist jedoch oft bittere Armut:

Im historischen Italien war Fleisch für die Landbevölkerung ein unbezahlbarer Luxus. Die Menschen mussten andere Proteinquellen finden, um die harte Arbeit auf den Feldern zu überstehen. Bohnen waren billig, nahrhaft und leicht in jedem Hinterhof oder Garten anzubauen – sie wurden im Volksmund als „carne dei poveri“ (Fleisch der Armen) bezeichnet. Die Kombination mit Pasta war genial, da die Stärke der Nudeln und die Proteine der Bohnen zusammen eine vollwertige, extrem sättigende Mahlzeit ergaben. Es ist kein Gericht von Königen oder Hollywoodstars, sondern eine Geschichte von Cleverness, Zusammenhalt und dem Überleben in harten Zeiten.

Es gibt eine besonders schöne häusliche Tradition hinter dem Gericht: Früher war Pasta teuer und wurde lose gekauft. In den Küchen blieben oft einzelne, zerbrochene, übrig gebliebene Nudeln verschiedener Sorten am Boden der Vorratsgläser zurück. Die Mütter und Großmütter sammelten diese unterschiedlichen Reste – hier ein paar Penne, dort ein paar Spaghetti oder ein paar Hörnchen. Die langen Nudeln wurden einfach in kleine Stücke gebrochen. Da alle Nudeln unterschiedliche Kochzeiten hatten, veränderte sich die Textur der Suppe: Einige Stücke waren bissfest, andere verkochten leicht und banden die Suppe perfekt ab. Bis heute kann man in Italien offiziell „Pasta Mista“ (gemischte Pasta) im Supermarkt genau für dieses Gericht kaufen.

In Kalabrien wurde das Gericht traditionell im Winter gegessen. Um dem einfachen Essen Geschmack und Kraft zu verleihen, nutzten die Menschen alles, was die Vorratskammer hergab: Getrocknete Borlotti-Bohnen, Olivenöl, Reste von luftgetrocknetem Speck (Guanciale oder Pancetta) und – für die typisch kalabresische Schärfe – scharfes Paprikapulver oder frische bzw getrocknete Chilis, die Peperoncini.

In ganz traditionellen Rezepten kochte man zudem Schweineschwarten (cotiche) mit, um der Brühe eine unnachahmliche Sämigkeit und Geschmackstiefe zu geben. Außerdem wurde selbst die übriggebliebene Rinde von Hartkäse wie Pecorino oder Parmigiano nie weggeworfen, sondern als zusätzlicher Geschmackslieferant die Brühe gegeben. Kein Lebensmittel und kein Rest wurde verschwendet!

Ein besonderes Merkmal der süditalienischen Zubereitung ist, dass die Pasta direkt in der Bohnenbrühe (quasi ein Onepot, wie ein Risotto, man nennt es deshalb risottata) gekocht wird. Die Borlotti-Bohnen liefern eine ganz besondere Konsistenz und in Kombination mit der ausgetretenen Nudelstärke bindet das Gericht und wird wunderbar cremig. Gleichzeitig nimmt die Pasta direkt die verschiedenen Aromen auf. Echtes Soulfood!

Fun Fact: Das Gericht wanderte Ende des 19. Jahrhunderts mit den großen Auswanderungswellen nach Amerika aus. Die italienischen Einwanderer stammten meist aus dem Süden (Kampanien, Sizilien). In ihren regionalen Dialekten (vor allem im Neapolitanischen) wurde aus Pasta e fagioli das Wort „Pasta e fasule“. Die Amerikaner verstanden das falsch, und so entstand der italo-amerikanische Name „Pasta Fazool“. Das Gericht wurde in den USA so populär, dass es sogar im weltberühmten Song „That’s Amore“ (1953) von Dean Martin verewigt wurde. Dort singt er: „When the stars make you drool, joost like a pasta fazool… that’s amore!“

Übrigens soll Sophia Loren dieses Rezept auch sehr geliebt haben. Und am Ende ist es doch noch eine kleine Geschichte von Hollywoodstars.

Übrigens: Wer keine Pasta Mista bekommt, nimmt Ditalini oder Tubetti. Oder einfach Pipe Rigate. In der fleischlosen Version nehme ich gerne etwas veganen Speck.


IT | Pasta e fagioli: l’unione perfetta tra la cremosità dei fagioli und la pasta! Per me un vero e proprio comfort food, specialmente nelle giornate fredde.

La Storia

In origine, la pasta e fagioli era il pasto ideale per contadini e braccianti. Poiché la carne era inavvicinabile per la popolazione rurale povera, si combinavano i legumi con i prodotti cerealicoli. Dal punto di vista nutrizionale era una scelta geniale, poiché questa combinazione fornisce proteine vegetali di alto valore biologico. Tuttavia, il contesto di base era spesso una miseria amara:

Nell’Italia storica, la carne era un lusso inaccessibile per la popolazione rurale. Le persone dovevano trovare altre fonti proteiche per sopravvivere al duro lavoro nei campi. I fagioli erano economici, nutrienti e facili da coltivare in qualsiasi cortile o giardino – venivano popolarmente chiamati „carne dei poveri“. La combinazione con la pasta era geniale, poiché l’amido della pasta e le proteine dei fagioli offrivano insieme un pasto completo ed estremamente saziante. Non è un piatto da re o da star di Hollywood, bensì una storia di ingegno, solidarietà e sopravvivenza in tempi difficili.

Dietro a questo piatto si nasconde una tradizione domestica particolarmente affascinante: un tempo la pasta era costosa e veniva acquistata sfusa. Nelle cucine, sul fondo dei barattoli della dispensa, avanzavano spesso singoli pezzi di pasta spezzati e avanzati di diversi formati. Le madri e le nonne raccoglievano questi vari avanzi – qualche penna qui, qualche spaghetto o qualche cornetto là. Le paste lunghe venivano semplicemente spezzettate. Poiché ogni formato aveva tempi di cottura differenti, la consistenza della minestra cambiava: alcuni pezzi rimanevano al dente, altri scuocevano leggermente, legando la zuppa alla perfezione. Ancora oggi, in Italia, è possibile acquistare ufficialmente al supermercato la „Pasta Mista“ pensata proprio per questo piatto.

In Calabria questo piatto veniva consumato tradizionalmente in inverno. Per dare gusto e vigore a questa pietanza così semplice, la gente usava tutto ciò che la dispensa offriva: fagioli borlotti secchi, olio d’oliva, avanzi di salumi stagionati (guanciale o pancetta) e – per la tipica piccantezza calabrese – paprica piccante o peperoncini freschi o secchi.

Nelle ricette più tradizionali, inoltre, si facevano cuocere le cotiche di maiale per donare al brodo una cremosità e una profondità di gusto inimitabili. Inoltre, perfino la crosta avanzata dei formaggi a pasta dura come il pecorino o il parmigiano non veniva mai buttata via, ma inserita nel brodo come ulteriore fonte di sapore. Nessun alimento e nessun avanzo veniva sprecato!

Una caratteristica particolare della preparazione meridionale è che la pasta viene cotta direttamente nel brodo di fagioli (quasi come un ‚one-pot‘, o come un risotto, motivo per cui viene chiamata ‚risottata‘). I fagioli borlotti regalano una consistenza davvero speciale e, combinandosi con l’amido rilasciato dalla pasta, legano il piatto rendendolo meravigliosamente cremoso. Al contempo, la pasta assorbe direttamente tutti i diversi aromi. Un vero comfort food!

Curiosità: alla fine del XIX secolo, il piatto è sbarcato in America con le grandi ondate migratorie. Gli immigrati italiani provenivano per lo più dal Sud (Campania, Sicilia). Nei loro dialetti regionali (soprattutto in quello napoletano), „Pasta e fagioli“ divenne „Pasta e fasule“. Gli americani lo compresero male, e fu così che nacque il nome italo-americano „Pasta Fazool“. Il piatto divenne talmente popolare negli Stati Uniti da essere immortalato persino nella celeberrima canzone „That’s Amore“ (1953) di Dean Martin, in cui canta: „When the stars make you drool, joost like a pasta fazool… that’s amore!

A proposito, si dice che anche Sophia Loren amasse moltissimo questa ricetta. E alla fine, dopotutto, è diventata anche una piccola storia di star di Hollywood.

Nota pratica: se non riuscite a trovare la Pasta Mista, potete usare i ditalini o i tubetti. In alternativa, vanno benissimo anche le pipe rigate. Per la versione vegetariana, mi piace aggiungere un tocco di pancetta vegana.

Fotos: Oliver Rindelaub (YSG), Pexels das Titelfoto wurde mit Hilfe von KI erstellt.

Pasta e fagioli

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Nutrition facts: 200 calories 20 grams fat
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ZUTATEN

  • 400 g Borlotti-Bohnen (aus der Dose oder getrocknet und vorgekocht)
  • 250 g Pasta Mista (alternativ Ditalini oder Tubetti)
  • 80 g Guanciale oder Pancetta (in Streifen geschnitten), alternativ veganer Speck
  • 1 rote Zwiebel (ideal: Cipolla di Tropea)
  • 1 Stange Staudensellerie
  • 1 Möhre
  • 1 Knoblauchzehe
  • 2 EL Tomatenmark
  • 2 EL Tomaten Polpa
  • 1 TL scharfes kalabrisches Paprikapulver (oder 1 frischer bzw getrockneter Peperoncino)
  • 1 Lorbeerblatt
  • Salz und Pfeffer
  • Ca. 700 ml heiße Gemüsebrühe
  • Olivenöl extra vergine
  • ____________________________________________________________________________________________
  • Ingredienti
  • 400 g di fagioli borlotti (in scatola o secchi già ammollati e lessati)
  • 250 g di Pasta Mista (in alternativa ditalini o tubetti)
  • 80 g di guanciale o pancetta (tagliati a striscioline), in alternativa pancetta vegana
  • 1 cipolla rossa (ideale: Cipolla di Tropea)
  • 1 spicchio d'aglio(Facoltativo / Optional)
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 2 cucchiai di polpa di pomodoro
  • 1 cucchiaino di paprica piccante calabrese (o 1 peperoncino fresco o secco)
  • 1 foglia di alloro
  • Sale e pepe q.b.
  • Circa 700 ml di brodo vegetale caldo
  • Olio extra vergine d'oliva
  • Optional etwas geriebener Pecorino oder Parmigiano

ANLEITUNG

Zunächst das Soffrizto vorbereiten: Staudensellerie, Möhre, Zwiebel und ggf Speck fein würfeln. Die Knoblauchzehe andrücken (z.B. mit einem schweren Küchenmesser).

In einem tiefen Topf einen Schuss Olivenöl sanft erhitzen und das Gemüse-Soffritto dazugeben. Alles unter permanentem Rühren anschwitzen, aber - wichtig! - nicht braten. Den Knoblauch herausnehmen, sobald er Farbe annimmt.

Das kalabrische Paprikapulver (oder den gehackten Peperoncino) und das Tomatenmark einrühren und ganz kurz mit rösten. Sofort mit den Tomaten und einem Schluck Brühe ablöschen, damit das Paprikapulver nicht verbrennt und bitter wird. Das Lorbeerblatt hinzugeben.

Die Borlotti-Bohnen (samt etwas Flüssigkeit aus der Dose für zusätzliche Sämigkeit) in den Topf geben. Alles etwa 15 Minuten leicht köcheln lassen.

Dann etwa ein Drittel der Bohnen-Mischung aus dem Topf nehmen, mit Pürierstab oder im Food Processor kurz pürieren (ggf einen Schluck Brühe dazugeben) und das Püree wieder zurück in den Topf geben.

Die restliche heiße Brühe in den Topf gießen und alles aufkochen lassen. Die ungekochte Pasta direkt in den Topf geben. Unter ständigem Rühren bei mittlerer Hitze köcheln lassen, bis die Pasta al dente ist. Bei Bedarf schluckweise heißes Wasser nachgießen – das Ergebnis sollte cremig-dickflüssig sein, aber nicht suppig.

Den Topf vom Herd nehmen, das Lorbeerblatt entfernen und das Gericht mit Salz abschmecken. In tiefen Tellern servieren, mit einem großzügigen Faden bestem Olivenöl beträufeln und nach Wunsch mit frisch gemahlenem Pfeffer  sowie geriebenem Pecorino toppen.

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Preparazione:

Per prima cosa, preparare il soffritto: tagliare a dadini sottili il sedano, la carota, la cipolla e, se lo si desidera, il guanciale/la pancetta. Schiacciare lo spicchio d'aglio (ad esempio con la lama piatta di un coltello da cucina pesante).

In una pentola capiente, scaldare delicatamente un filo d'olio extravergine d'oliva e aggiungere il soffritto di verdure. Far appassire il tutto mescolando continuamente, ma – importante! – senza farlo soffriggere troppo o dorare. Rimuovere l'aglio non appena prende colore.

Incorporare la paprica piccante calabrese (o il peperoncino tritato) e il concentrato di pomodoro, facendoli tostare per pochissimi istanti. Sfumare immediatamente con la polpa di pomodoro e un goccio di brodo, per evitare che la paprica bruci diventando amara. Aggiungere la foglia di alloro.

Versare nella pentola i fagioli borlotti (tenendo anche un po' del loro liquido di governo della lattina per una maggiore cremosità). Lasciar sobbollire il tutto a fuoco lento per circa 15 minuti.

Successivamente, prelevare circa un terzo della miscela di fagioli dalla pentola, frullarla brevemente con un mixer a immersione o in un robot da cucina (se necessario, aggiungendo un goccio di brodo) e rimettere la crema ottenuta nella pentola.

Versare il restante brodo caldo nella pentola e portare a ebollizione. Buttare la pasta cruda direttamente nella pentola. Cuocere a fuoco medio, mescolando continuamente, finché la pasta non sarà al dente. Se necessario, aggiungere di tanto in tanto un mestolo di acqua calda – il risultato finale dovrà essere cremoso e denso, ma non troppo brodoso.

Togliere la pentola dal fuoco, rimuovere la foglia di alloro e regolare di sale. Servire in piatti fondi, rifinendo con un filo generoso di ottimo olio d'oliva a crudo e, a piacere, con una spolverata di pepe macinato fresco e pecorino grattugiato.

 

 

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